La fisioterapista

La fisioterapista

Sono una fisioterapista e per una grave forma di coxartrosi sono stata operata con impianto di protesi artificiale. L'intervento è andato bene ed il decorso postoperatorio normale. 

Purtroppo nonostante i ripetuti controlli ed esami che assicuravano il perfetto esito dell'intervento con protesi in sede, i dolori non mi abbandonavano mai.

Camminavo a fatica nonostante l'uso di analgesici. 

Su consiglio di un mio paziente, mi sono rivolta al dr. Grieco Umberto portando con me cartella clinica ed un sacco di radiografie e reperti. 

Mi ha esaminato e ha visto le lastre, indi mi ha detto: "Cara signora, l'intervento è stato eseguito alla perfezione. Anatomicamente è tutto a posto. Purtroppo lei ha perduto il pieno possesso dell'articolazione dell'anca sinistra e di quasi tutta la coscia sinistra. 

L'organismo non riconosce la protesi, anche se non vi è rigetto. Il corpo eterico relativo alla parte operata oltre che dilaniato è quasi assente. La sua articolazione e coscia sinistra non sono più in perfetta comunicazione col cervello, non sono in grado di dialogare reciprocamente. 

Il dolore è il segnale che quell'organo o parte chiedono aiuto". 

Per rendermi meglio l'idea di quanto affermato mi ha detto che la mia anca e coscia sinistra si trovano nelle condizioni di un telefonino che non può funzionare in una zona senza campo. 

Ha aggiunto inoltre: "Fin quando la Medicina non si renderà conto della realtà del corpo eterico ed il chirurgo continuerà a prendere in considerazione solo il corpo fisico e si limiterà a ricucire e mettere a posto i tessuti tralasciando di ristabilire l'equilibrio del corpo eterico rischieremo di incorrere in una situazione come la sua". 

Dopo aver fatto varie misurazioni con un apparecchio elettronico, il dr. Grieco mi ha dato in mano un elettrodo, assicurandomi che iniziavamo subito la opportuna terapia. 

Pochi minuti e poi mi invitava ad alzarmi e camminare perché avevo iniziato a riprendere possesso della parte che mi dava i dolori. Ho fatto alcuni passi ed il dolore "miracolosamente" era scomparso. Immaginatevi la mia meraviglia, non mi sembrava vero, battevo perfino il piede per terra. 

Con calma ed umilmente il dottore mi ha detto che non c'entravano i miracoli, era solo una situazione di "proprietà e possesso", che dovevamo ripristinare il secondo, e che era opportuno ripetere qualche seduta a distanza di tempo per consolidare il risultato. 

Sono lieta di segnalare il mio caso perché possa essere utile per tanti stanno in condizioni analoghe; ringrazio il dr. Grieco per la sua opera e ringrazio anche chi me lo ha fatto incontrare. 

Roma, giugno 2002. 

Flora Zanardo – Fisioterapista.